Rispetto gli atei ma non l’ateismo

Inedito di Jean Daniélou, del 1970

Uno degli amici del cardinal Daniélou, che ringrazio, mi ha fatto pervenire un testo inedito di 20 pagine, dal quale ho preso qualche paragrafo. Dopo il testo italiano vi è l’originale in francese. In sostanza Daniélou fa una efficace distinzione tra fede e senso religioso. L’affermazione “la fe non ha bisogno di una certa esperienza” va collocata nell’insieme del pensiero del nostro autore. Lui, pur affermando costantemente il bisogno di una base umana religiosa per sostenere il vissuto cristiano, mantiene distinte le due dimensioni: verticale della fede, e orizzontale del sentimento religioso.

religione cristiana e religioni non cristiane

Il mondo religioso non è affatto superato. Esiste oggi, è il mondo della grande maggioranza delle persone, è l’espressione di una certa ricerca di Dio. Negli esseri umani, questa ricerca assume forme diverse, ma appare come parte costitutiva di una natura umana completa. Da questo punto di vista, il problema dell’ateismo in senso forte è molto più limitato di quanto spesso si sostenga. Questo non significa che le persone siano credenti in senso forte.
Il fatto che l’uomo senta la consapevolezza di una radicale impotenza e contingenza, il fatto di sapere che c’è qualcos’altro che sfugge a questa contingenza e miseria, il fatto di cercare un rapporto con questa realtà stabile e salda di cui sente molto bene la presenza dentro di sé, è un’esperienza umana fondamentale e perfettamente oggettiva come quella dell’amicizia, della bellezza, dell’intelligenza e dell’amore.
Quando non c’è nessun tipo di sentimento religioso o di sensibilità alle cose religiose, c’è un senso che non si risveglia, e dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Ho un profondo rispetto per gli atei, ma non ho rispetto per l’ateismo perché penso che sia una mutilazione dell’uomo a livello semplicemente umano.
Il paganesimo è l’opposto dell’ateismo. Il pagano è una persona per la quale tutto è divino, che è immersa nel divino.
Il problema posto dalla Rivelazione non è se Dio esiste e se l’uomo lo cerca, ma se Dio è venuto nel mondo e se è venuto a cercare l’uomo. La Rivelazione corrisponde al movimento inverso della religione, che rappresenta l’aspirazione dell’uomo verso Dio. La rivelazione è l’evento con cui Dio è venuto a cercare l’uomo, per permettergli di raggiungere le profondità della sua vita intima.
Il problema della religione è un problema di esperienza interiore, il problema della fede è sapere se ho davvero il diritto di credere che il Verbo di Dio ha preso carne nel grembo di una donna, che ha risuscitato quella carne il giorno della Risurrezione, che l’ha portata nella casa paterna il giorno dell’Ascensione, che tornerà alla fine dei tempi. Ci sono molte persone che sono religiose ma non hanno fede. È perfettamente possibile che ci siano persone che hanno la fede e non sono religiose.
La fede non ha bisogno di una certa esperienza. La fede non è una sorta di vaga scommessa, o aspirazione o tradizione, ma è, dopo averci pensato, qualcosa che si impone come indubitabile. Esiste davvero un insieme di prove, di dati che non possono essere spiegati da ragioni puramente umane, perché le ragioni puramente umane che vengono addotte appaiono irrisorie.

originale francese

religion chretien et et religions non chrétiennes

Le monde religieux est un monde qui n’est pas du tout périmé. Ce monde existe aujourd’hui, c’est celui de la très grande majorité des hommes, il est l’expression d’une certaine recherche de Dieu. Dans l’homme, cette recherche prend des formes différentes mais elle apparait comme constitutive d’une nature humaine complète. De ce point de vue le problème de l’athéisme au sens fort du mot est beaucoup plus restreint qu’on ne le dit souvent. Cela ne veut pas dire que les gens soient des croyants au sens fort.
Le fait pour l’homme de sentir la conscience d’une radicale impuissance et contingence, le fait de savoir qu’il y a d’autre part quelque chose qui échappe à cette contingence et cette misère, de chercher une relation avec cette réalité stable, ferme, dont il éprouve très bien en lui la présence, c’est une expérience humaine fondamentale et aussi parfaitement objective que celle de l ’amitié, de la beauté, de l’intelligence et de l’amour.
Quand il n’y a aucune espèce de sentiment religieux et de sensibilité aux choses religieuses, il y a comme un sens qui n’est pas éveillé, et cela il faut avoir le courage de le dire. Je respecte profondément les athées mais je ne respecte aucunement l’atheisme parce que je pense que c’est une mutilation de l’homme au niveau simplement humain.
Le paganisme est le contraire de l’athéisme. Le paien est celui pour qui tout est divin, qui baigne dans le divin.
Le problème que pose la révélation n’est pas de savoir si Dieu existe et si l’homme le cherche mais de savoir si Dieu est venu dans le monde et s’il est venu chercher l’homme. La Révélation correspond au mouvement inverse de la religion qui represente cette aspiration de l’homme vers Dieu. La révélation est l’événement par lequel Dieu est venu chercher l’homme pour lui permettre d’atteindre les profondeurs de sa vie intime.
Le probleme de la religion est un problème d 1expérience intérieur, le probleme de la foi est de savoir si j’ai réellement le droit de croire que le Verbe de Dieu a pris chair dans le sein d’une femme, qu’il a ressuscite cette chair au jour de la Resurrection, qu’il l’a introduit dans la maison de son père au jour de l’Ascension, qu’il reviendra à la fin des Temps. Il y a une quantité de gens qui sont religieux mais n’ont nas la Foi. Il est parfaitement possible qu’il y ait des gens qui aient la Foi et que ne soient pas religieux.
La Foi n’a pas besoin d’une certaine expérience. La Foi n’est pas une espèce de vague pari, ou d’aspiration ou de tradition, elle est, après y avoir réfléchi, quelque chose qui s’impose comme indubitable. Il y a vraiment un tel ensemble de témoignages, de données qui ne peuvent pas s’expliquer par des raisons purement humaines, car les raisons purement humaines qu’on en donne apparaissent dérisoires.

Un pensiero riguardo “Rispetto gli atei ma non l’ateismo

  1. Riportando testualmente ciò di cui sopra ” Quando non c’è nessun tipo di sentimento religioso o di sensibilità alle cose religiose, c’è un senso che non si risveglia”: il senso del sacro che è in noi e che esiste da sempre nel nostro spirito razionale. Ciò rende l’uomo capace della ricerca, duplice perché interiore ma volta anche agli eventi che accadono, non visti secondo i sensi ma riconosciuti come realmente appaiono dunque sono. Il rispetto profondo per gli atei sta nel sostenerli perché si completino come la pienezza detta, in piena libertà, se la si raggiunge; l’ ateismo a questo punto non ha fondamento, si sgretola in quanto il sacro appartiene all’uomo e rende l’evento oggettivizzabile. Se il sentimento religioso non è un impeto come per Freud, allora la fede è la nostra professione che predilige l’appartenenza, il sentimento religioso è quella direzione che predilige il sacro….. o il profano. Stefania

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