Perché scrivere su Daniélou?

Prima della Settimana Santa ho avuto l’opportunità di passare una settimana a Parigi per incontrare gli antichi discepoli di Daniélou e per fare un po’ di ricerca sugli archivi dei gesuiti di Vanves. Non sapevo cosa aspettarmi ed ero piuttosto preoccupato perché proprio in quei giorni era scoppiata una rivolta popolare contro il governo. Restare fermo all’aeroporto oppure non poter muovermi a Parigi era una possibilità reale. Grazie a Dio tutto è andato benissimo!

La cosa più bella però è stato l’incontro con alcuni dei discepoli di Jean Daniélou. Io, che ho dedicato circa 15 anni allo studio dell’opera dell’eminente teologo, non avevo alcuna esperienza personale. Attraverso gli occhi di Cathérine de Bayser, di Françoise Jacquin, di Jacqueline Piegeot, ma anche di Xavier de Bayser e di Serge Rolez, ho potuto penetrare nella loro esperienza in rapporto con il loro padre e cardinale. Alcuni di loro erano anni che non tornavano sui propri ricordi. Xavier de Bayser, che fu uno dei presidenti del Centre Jean-Baptiste, fondato proprio da Daniélou, mi confidò una sua preghiera. Alla morte di Benedetto XVI egli pregò al Papa di “risuscitare” Daniélou. Lui che era stato suo amico, lo avrebbe trovato in cielo! La Provvidenza normalmente si nasconde dietro agli avvenimenti, ma questa volta sembrava evidente: proprio quel giorno, o il giorno dopo, della preghiera di Xavier, egli ricevette una mia mail, chiedendo un incontro a Parigi. Dopo 50 anni!!!

A quasi cinquanta anni dalla sua scomparsa, bisognerebbe finire con quel silenzio tombale che cadde dopo la sua morte, 20 maggio 1974. Questa è la mia intenzione: promuovere il suo pensiero, ricordare la sua figura di cardinale e apostolo, proporre alle future generazioni una forma di essere cristiano, bene attaccato alla Tradizione ecclesiale, e soprattutto al Vangelo, ma aperto in tutte le direzioni.

Mettiamo nelle mani della Madonna questo sforzo!

P. Marcelo Bravo Pereira, LC

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